THE EXHIBITION
“Life in Space” è la MOSTRA che ha entusiasmato e continua a entusiasmare il pubblico di tutto il mondo e che in quattro anni ha accolto quattro milioni di visitatori,
da Atene a Tenerife, da Johannesburg a Varsavia e Istanbul.
Lo spazio e le sue meraviglie raccontati attraverso immagini, oggetti e simulatori dell’US Space & Rocket Center, dell’ASI e dell’ESA.
Cimeli originali, navicelle spaziali, satelliti, razzi e modelli in scala segnano il percorso sulle orme di astronauti, tecnici e scienziati.
“Life in Space” offre anche l’esperienza di 500 metri quadrati di pura interattività fisica e mentale, lo Space Camp, dove i visitatori possono provare le stesse sensazioni che provano gli astronauti e i cosmonauti durante l’addestramento: dall’assenza di gravità alla perdita dell’orientamento spaziale,
o cimentarsi nell’atterraggio con il simulatore dello Space Shuttle al ritorno da una missione.
Dallo scorso anno è in fase di sviluppo una nuova piattaforma VR dedicata alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), pronta a trasportare i visitatori all’interno della ISS.
“…Abbiamo deciso di andare sulla Luna entro questo decennio e di realizzare altre imprese ancora, non perché siano sfide facili, ma proprio perché sono difficili…”
Questa è la frase pronunciata da John F. Kennedy nel suo famoso discorso alla Rice University il 12 settembre 1961.
L’Unione Sovietica aveva lanciato la sua sfida negli spazi cosmici agli Stati Uniti già nel 1957, mettendo in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik, seguito da Laika e poi dal primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin.
Un altro passaggio chiave di quello stesso discorso, che poneva al centro non la competizione ma lo straordinario potenziale della cooperazione, è meno noto: «…lo spazio non ha ancora conosciuto alcuna contesa, alcun pregiudizio, nessun conflitto nazionale. I suoi pericoli lo rendono ostile a tutti. La sua conquista merita il meglio di tutta l’umanità, e questa opportunità di cooperazione pacifica potrebbe non presentarsi mai più…».
Iniziò così l’avventura dell’umanità nello spazio, che avrebbe coronato un sogno secolare.
Questo, ma non solo questo, è lo spirito dell’impresa che permise agli Stati Uniti, nel luglio 1969, di inviare l’uomo sulla Luna e, nel luglio 1975, di far attraccare in orbita una capsula sovietica Soyuz e un veicolo spaziale del programma Apollo, in un abbraccio di grande forza simbolica.
I risultati di queste nuove forme di collaborazione continuano a stupirci, e la Stazione Spaziale Internazionale rappresenta forse uno dei livelli più elevati di complessità e di integrazione tecnologica e scientifica mai raggiunti, coinvolgendo numerose nazioni, tra cui l’Italia.







